Viticoltura di precisione e qualità del prodotto finale

20/03/2021 di Gabriel Tibaldi


Collina con vitigni colorati durante la stagione autunnale

Siamo nel pieno della terza rivoluzione agraria, quella della sostenibilità guidata dal digitale.

In Italia, i primi tentativi di mappatura risalgono addirittura al diciannovesimo secolo, quando in alcune zone del Nord si studiavano i dati territoriali al fine di individuare le zone omogenee e con caratteristiche simili.

Quei primi, rudimentali, tentativi segnarono la via ad oggi in via di completamento: la digitalizzazione, l’Agricoltura di Precisione e la smart agriculture permettono la conoscenza assoluta delle caratteristiche del terreno. 

Ciò consente interventi mirati, eco sostenibili e inclusivi rispetto al contesto aziendale.

Ad oggi, in Italia solo il 25% delle aziende utilizza sistemi riconducibili all’alveo dell’Agricoltura di Precisione, ma le aziende che hanno per prime tracciato il sentiero della digitalizzazione riportano ottimi risultati, in termini qualitativi, quantitativi ed economici.

È il caso della Castello di Fonterutoli nel Chianti Classico che ha ottenuto una riduzione di acqua di un terzo circa rispetto agli anni “analogici” e del 12 % di principi attivi.

C’è un altro esempio interessante; quello di Tenute Ruffino che da quasi 10 anni porta avanti una strategia di mappatura di vigore dei vigneti, dichiarando di aver razionalizzato la raccolta oltre ogni più rosea previsione.

Anche l’Università di Milano si è interessata all’Agricoltura di Precisione, recentemente menzionando il caso della Tenuta Podernovo di Terriciola (Toscana).

I dati riportati dall’Università dimostrano come la differenziazione delle concimazioni, delle potature e delle vendemmie abbiano migliorato le caratteristiche sensoriali del vino.

Anche l’Azienda Vitivinicola Strappelli presso Torano Nuovo in Abruzzo riporta un sensibile risparmio in termini economici a fronte di una sempre maggior qualità del prodotto finale. Il tutto in linea con la propria visione aziendale che unisce tradizione ed innovazione.

Possiamo dunque affermare, senza timore di essere smentiti, che la Viticoltura di Precisione migliori sensibilmente la qualità del vino, oltre ad apportare significativi risparmi nell’ordine di un 25-35% in termini di acqua, di un 10-15% in fitofarmaci e antiparassitari.

Quando poi la finestra temporale per la vendemmia è molto ristretta, come nel caso della maggior parte dei Sangiovesi, raccogliere direttamente i grappoli migliori incrementa la qualità dei vini ottenuti dalle vinificazioni separate.


LA ZONAZIONE VITIVINICOLA; COS’È E PERCHÉ MIGLIORA LA QUALITÁ DEL VINO

 

La zonazione è l’operazione di divisione dei territori vitivinicoli in sottozone, in modo da individuare le aree omogenee e simili dal punto di vista climatico, di caratteristiche del suolo e di capacità produttiva.

L’analisi porterà, in ultimo, ad individuare quelle sottozone che daranno vini molto simili tra loro in termini organolettici.

Non è un mistero, viceversa, che sottozone attigue possano dare risultati anche molto diversi.

Gli intenditori, ma anche i semplici appassionati, sono arrivati ad un grado di conoscenza decisamente elevato e offrire loro un prodotto finale che risponda alle caratteristiche peculiari di un determinato territorio è, in termini qualitativi, il risultato a cui tende la Viticoltura di Precisione.

Dunque l’acquisizione di dati attraverso le più moderne tecniche digitali, la razionalizzazione agronomica e la valorizzazione delle sottozone territoriali, puntano ad elevare la qualità del vino fino a portarlo a livelli di eccellenza.


PERCHÉ LA ZONAZIONE E LA VITICOLTURA DI PRECISIONE SONO IL FUTURO


In un territorio così eterogeneo come quello italiano, nel quale pochi metri possono significare differenze sostanziali in termini organolettici, la mappatura precisa del terreno, delle sue caratteristiche e dei suoi fabbisogni, sarà il fondamento per quanti non vorranno rimanere indietro rispetto ai competitors, soprattutto stranieri e soprattutto americani, che già da diverso tempo hanno compreso le potenzialità, infinite, dell’Agricoltura di Precisione applicata al mondo del vino.

Sono davvero poche le aziende italiane che oggi applicano le metodologie messe a disposizione dall’Agricoltura di Precisione, soprattutto su vasta scala e non in modo sperimentale e comprensoriale.

Il salto di qualità avverrà nel momento in cui si riusciranno a portare avanti le tecniche di lavorazione digitale su ampia scala.

La credibilità della propria filiera e un buon posizionamento in termini competitivi passeranno, prima di quanto si pensi, attraverso l’applicazione integrale delle tecniche di Agricoltura di Precisione.

Nell’ambito vitivinicolo la globalizzazione pone la sfida della qualità e il made in Italy, rinomato in tutto il mondo, non può permettersi di rimanere indietro

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